Cosa fai a Capodanno?

♪ On air: “Cosa mi manchi a fare – Calcutta“♪

Il preciclo è una merda.

Qualche giorno fa avrei dovuto vedere Mr dopo la partita della nostra squadra del cuore. Non era sicuro di esserci e mi ha detto che se ci fosse stato mi avrebbe avvisata.
Non mi ha avvisata. E secondo voi cosa ho pensato? Che non volesse farsi sentire, che fosse preso male perché ci eravamo visti il venerdì prima (questo non ve l’ho detto) e che volesse evitarmi come quattro anni fa. Sì ma perchééé?
E quindi, con gli ormoni da preciclo a mille, sono uscita dallo stadio con le lacrime agli occhi e la rabbia al massimo. Un po’ esagerata la ragazza.
“Non voglio più vederlo, se si palesa in qualche modo lo riempio di insulti”.
Due minuti dopo partono i mi piace su Facebook e i cuori su Instagram.
“Non DEVO più vederlo altrimenti lo uccido” e giù lacrimoni. Ma perché poi?

“Cosa fai a Capodanno?”
Qualche giorno prima Mr mi aveva invitata a trascorrere il Capodanno insieme a una festa dove avrebbe messo dischi. E io gli avevo detto che non ci sarei stata perché sarei rientrata all’estero ma che poi, dopo i festeggiamenti del 31, sarei tornata per qualche giorno. E lì mi ha rotto le scatole simpaticamente dicendo che avrei tradito tutti non passando il Capodanno a casa.

Ripensando a quella scena, al suo non essersi palesato, al ciclo imminente, sono entrata in un loop di domande da adolescente. Perché? Perché diavolo ti comporti così con me? A quasi 30 anni pare che io non abbia superato la fase dei perché. Sono in ritardo.

La risposta più ovvia è che probabilmente lui, quel giorno, allo stadio non è venuto e per quello non mi ha scritto.

Ho parlato moltissimo con i miei amici e abbiamo discusso del destino, delle scelte imminenti che riguardano il mio futuro e mi rendono irrequieta. La conclusione semplice ma efficace è stata: non ansiarti troppo, a volte il caso e il destino ci mettono lo zampino e capirai cosa fare.

Gli ultimi giorni dopo Natale sono trascorsi abbastanza rapidamente e mi sono ritrovata presto con le valigie pronte per rientrare dal mio ragazzo e passare Capodanno insieme.
Una volta in aeroporto sono stata pervasa da una strana sensazione. Sapevo che non sarei partita quel giorno. Me lo sentivo troppo. E infatti, il mio aereo non è potuto decollare per il maltempo. Volo annullato, nessuna alternativa per poter partire. Incredula e scioccata do la notizia al mio ragazzo e ai miei amici e ritorno a casa.
Avrei passato il Capodanno con Mr ma lui non lo avrebbe saputo fino all’ultimo secondo.

Con la complicità della mia amica V ci siamo presentate sul luogo della festa prima dell’arrivo di Mr, ci siamo unite a degli altri amici e dopo il brindisi di mezzanotte abbiamo cominciato a ballare. A un certo punto, al centro della pista arriva lui, col casco in mano e la faccia incredula: “Ma cosa ci fai qui?”. Lo avrà ripetuto almeno 3-4 volte e mi è venuto ad abbracciare. Dopo si è reso conto che magari avrebbe dovuto salutare anche gli altri. Non saprei descrivere il suo sguardo, so solo che penso di avergli dato una botta abbastanza grossa.  La serata inizia, si balla, si salta, ci si guarda.
Ad un certo punto decido di andarmi a prendere una birra e senza volere mi ritrovo con lui davanti alla spillatrice. Non riusciva quasi a parlarmi. Probabilmente era agitato per la serata perché si trattava di un evento grosso. Ma continuava a chiedermi se mi stessi divertendo. Ti sto dicendo di sì, non lo vedi che salto come una matta sotto la consolle davanti a te?! Serata favolosa davvero.
Arriva un mio carissimo amico, L. Ho parlato di lui anche nei vecchi post e ha subito visto che avevo qualcosa di strano ieri. Dopo avermi psicanalizzata meglio di Freud mi ha abbracciata e ci siamo ripromessi di fare due chiacchiere. Mi mancano le telefonate con lui lunghe ore. Io e V decidiamo di andare a casa verso le 4.30 del mattino. Non me la sentivo di restare fino all’ultimo pezzo. Ci dirigiamo verso la consolle. Lo saluto, mi abbraccia e io nemmeno me ne rendo conto. Salutiamo tutti e via.

Cosa mi ha lasciato questa serata? Tanti cuori su Facebook da parte sua. E la certezza che per lui proverò sempre qualcosa di speciale che non si potrà mai cancellare.
E’ però arrivato il momento di archiviare questa faccenda. So che ci saranno ancora tante cose da raccontare e le racconterò. Sento che da parte sua qualcosa c’è e devo accettarlo serenamente. Non riesco ancora a dormire sonni tranquilli perché so che saremmo stati una coppia formidabile e lui ha avuto paura o forse non gli sono mai piaciuta abbastanza.

Mi avvolgo fra le coperte ascoltando i The Chemical Brothers e ridacchiando. Sì, rido perché sto immaginando alla sua reazione nel trovare un giorno questo blog. Credo che non mi parlerebbe più e mi farebbe rinchiudere alla neuro. Scusa bello mio, ma se tu fossi stato chiaro da subito questo blog non avrebbe mai visto la luce.

Buon anno gente.

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Vecchia, nuova ossessione

♪ On air: “Nuova ossessione – Subsonica“♪

Sono passati quasi cinque anni dall’ultimo post su questo blog.
Cinque anni intensi, cinque anni di cambiamenti importanti.
Ho cambiato città, paese, vivo da sola, mi sono fidanzata con un ragazzo che amo da morire, mi sono spuntati alcuni capelli bianchi (eh sì), ho disimparato alcune parole nella mia madrelingua e alcune le pronuncio con un accento strano.

Sono sempre la solita ragazza fuori di testa. Questo non cambierà mai. Sono quella che se va a una festa comincia a saltare come una matta, urlare, fregandosene delle persone intorno che guardano con occhi sbarrati. Sono matta e sempre lo sarò.
Ma perché ho deciso di riscrivere qua? E la sera di Natale per di più?
Per prima cosa per fare un regalo a una delle mie migliori amiche, una delle mie sorelle, (lo so che mi stai leggendo furbetta!!!) e poi perché credo che la mia storia debba essere messa nero su bianco.

La mia storia che, fra l’altro, riguarda sempre lui, Mr Sguardo Assassino.

Ripartiamo dal 2014. Dall’ultimo post su questo blog le cose si erano evolute. Io e Mr avevamo costruito un rapporto profondo. Tutto stava prendendo la piega giusta, ero sulla via della felicità. Felicità che è durata fino a quando ho saputo di essere stata accettata per un lavoro all’estero. E lì tutto si è iniziato a spegnere, o così credevo.
Inizio la mia vita in un nuovo paese e provo a dimenticare.

MA. Ma c’è sempre MA. Quattro anni fa, esattamente la sera di Natale ero con la mia gemella C. ero presa malissimo e lo era pure lei. Perché io, lei e il disagio andavamo e andiamo tuttora allegramente a braccetto. Ero triste perché il mio Mr anziché staccarsi, sembrava essersi attaccato a me ancora di più. Al mio primo rientro in patria, per il concerto dei Subsonica, ricordo che lui era a un compleanno ed era abbastanza in ansia perché sapeva che sarei passata da quella festa a recuperare una mia amica, la G. Weekend bello ma poi tutto era rimasto lì. E nel 2014 appunto, a Natale, mi sono decisa a voler chiarire le cose con lui. Birra in mano, cellulare nell’altra e lacrime. Piangevo e scrivevo e la mia amica mi consolava. Stavo aprendo il mio cuore e sapevo che la risposta che avrei ricevuto mi avrebbe uccisa. Invio.
Messaggio visualizzato. Nessuna risposta. La risposta poi arrivò dopo 24 ore e fu negativa. C’era stato qualcosa, ma quel qualcosa restava nel passato. “Molto bene, fra una settimana riparto, non lo vedrò mai più”. Bellissimo illudersi così. Dopo pochi giorni ci rivediamo per caso e passiamo pure la serata insieme. Lui agitatissimo, mille sigarette fumate, io di ghiacco (più o meno). Al momento di salutarci mi abbraccia fortissimo e mi chiede scusa. Scusa??? Di cosa??? Nonostante la mia confessione lui ha continuato a farsi sentire, a essere, in un certo senso, presente nella mia vita. Si arriva all’estate 2015, io cerco l’amore altrove ma quando io e Mr ci rivediamo è sempre la solita storia. Ridiamo, scherziamo e stiamo troppo bene. Ma quella volta ero decisa, l’ultimatum sarebbe stato dato a una festa. E così fu. Lì avevo deciso di chiudere il capitolo per sempre. Luglio 2015. Da quel giorno non ci siamo mai più visti, mai più sentiti. Fino all’estate del 2017.
Mi ha cercata lui. Ero capitata dalle sue parti in campagna e aveva visto una foto e si era “lamentato” perché “sarei potuta passare a salutarlo”. Cosa? Dai impossibile un messaggio del genere. Qualche giorno dopo andiamo a vedere la partita della nostra squadra del cuore e gli scrivo, sicura che non mi avrebbe risposto e che non avrebbe considerato positivamente la mia proposta. Benissimo, mi sbagliavo. Ci siamo visti dopo due anni. E non vi dico cosa mi sono sentita dire.
Mr: Ti trovo proprio bene”
Io: “Anche io ti trovo bene”
Mr: “Posso dirti una cosa? Però giurami che non ti prendi male”
Io, fra me è me – ok mi prenderò male sicuramente – : “Ma certo dimmi pure!”
Mr: “Ho riletto i nostri messaggi..E niente, ci eravamo detti delle cose proprio belle quella sera” (riferito al mio messaggio di Natale 2014).
Rumore di specchi frantumati, sassi che si sono parcheggiati sullo stomaco. No ma figurati se mi prendo male. F I G U R A T I.
In questi anni captavo qualcosa. Captavo. Interpretavo e sentivo qualcosa a distanza. Ho sempre sentito e lo dicevo alle mie amiche. E in 30 secondi avevo avuto la conferma di anni di sensazioni fondate. Era il suo modo di dirmi che provava qualcosa anche lui.
Da quella sera le cose si sono trasformate tra noi. E il disagio è tornato. Mi sono sentita dire nell’orecchio un “ti voglio troppo bene”, mi sono sentita chiamare “bellissima”, l’ho visto bere del vino perché era convinto che io avessi una proposta di matrimonio da parte del mio ragazzo, ho ricevuto un invito in anticipo di un mese per una festa e lui voleva sapere se avessi potuto esserci prima di confermare la data. Tutto questo dopo la sera dell’estate del 2017.

E io mi chiedo solo una cosa: perché?
Perché ora? Perché dopo due anni che non ci vedevamo più? Perché ora che sono fidanzata?

Sapete che vi dico. Mi convincerò che queste sono tutte mie seghe mentali ancora una volta. E che questo è il suo modo di volermi bene come si vuole bene a una grande amica. E gli sguardi assassini che mi dedica sono sono stupidi misunderstanding.

Questa storia deve finire, deve essere chiara una volta per tutte perché altrimenti si riparte con questa vecchia ossessione. E vorrei fregarmene ma voglio una risposta, perché lui non potrò mai odiarlo e non potrò mai mandarlo a quel paese.

“Senza illusioni, tra facce da dimenticare”

Per ora Sbam è tornata.

Buon Natale e buon disagio.

“Beh ma è perché io ho il Lemon!”

La mia città si è tramutata nella località più piovosa d’Italia. Non c’è dubbio. Non penso di ricordare un weekend senza pioggia in questo inverno un po’ pazzo. Un po’ pazzo come gli avvenimenti che lo hanno caratterizzato.
Nemmeno a farlo apposta anche questa volta parlerò di limoni. E mi viene da ridere perché i limoni c’entrano di nuovo con Mr Sguardo Assassino.
Cosa stavo dicendo? Ecco. Ieri ha piovuto. Dalla mattina alla sera. Ma non una pioggia di quelle sopportabili, di quelle che “anche se ti metti il cappuccio va bene lo stesso”. Ieri siamo stati sommersi da una vera e propria bomba d’acqua sfonda ombrelli. Le prospettive erano ovviamente quelle di passare la serata al chiuso e il caso ha voluto che, proprio al chiuso, si tenesse la prima festa della birra artigianale prodotta in città. Tutti d’accordo (o quasi) raggiungiamo il posto, strapieno di gente, non si riusciva ad entrare, non si riusciva ad uscire una volta entrati. Pioggia sempre più forte e gelida, amici che si perdono, amici indecisi, amici che rinunciano alla serata: siamo rimasti in 4 e a noi si è aggiunto un altro mio amico recuperato al banco della birra. Che cosa si fa? Che cosa non si fa? L’idea di rimanere pressati in mezzo a quella gente assetata di birra non allettava nessuno di noi. Così arriva inaspettata la proposta di un’altra festa in centro città, in un locale che io non avevo mai visto e che ero curiosa di vedere.  Con un po’ di pensieri in testa, il dispiacere per aver perso nella bolgia una fetta di amici e i piedi gelati abbiamo raggiunto la macchina del nostro Schumacher di fiducia. “Finalmente all’asciutto!” – peccato che S avesse lasciato un finestrino aperto e quindi macchina allagata. Tra una risata e l’altra siamo giunti al posto in questione e più congelati che mai siamo entrati sperando di poterci scatenare sul dancefloor. Entriamo. “Scusa quando inizia il dj set?” – “Ma veramente è già iniziato!”. Ok. Eravamo solo noi. La musica non propriamente ottima. Il volume bassissimo. L che si era perso e che non era riuscito a raggiungerci. La serata non stava prendendo la piega sperata. Ma a me in fin dei conti bastava essere all’asciutto e con i miei amici. Esco per provare a rintracciare L e per fumare una sigaretta. Sento una voce familiare. Ne sento un’altra ancor più familiare. Ecco lì Mr Sguardo Assassino, beccato che mi stava fissando. La serata forse stava per cambiare o forse no. Ma la mia parte pessimista ha prevalso da morire perché venerdì scorso ci eravamo visti con tutta la combriccola di ragazzi e c’era anche lui. Non lo vedevo dal compleanno del nostro amico e quando me lo sono vista lì davanti mi sono sciolta come un cubetto di ghiaccio. Abbiamo giusto parlato di due scemate ma poi la musica era troppo alta e quindi abbiamo lasciato perdere. Io ho fatto finta di nulla per tutta la sera e lui continuava a dedicarmi degli sguardi assassini che mi toglievano la facoltà di comporre una frase di senso compiuto. Non troppo soddisfatta di quella serata mi sono decisa ad agire e così lunedì sera gli ho scritto e abbiamo un po’ parlato. Poi non mi ha più risposto. “Ho avuto la conferma che allora è stato tutto un castello che mi sono costruita da sola”.  Dopo questo viaggione durato all’incirca 10 secondi sono rientrata senza salutare e senza fumare la mia adorata sigaretta. Apro la porta del locale ma S mi acchiappa per un braccio e mi dice: “Guarda ci sono gli altri!”. Conscia della figura che avevo appena fatto, mi fingo disinvolta e vado a salutare i miei amici e lascio per ultimo lui. Il quale era agitato. Tanto. Tantissimo. Io pure. Dopo qualche frase di circostanza buttata lì siamo rientrati tutti. Noi da una parte della sala del locale, loro dal lato opposto. “Serata finita” – ho pensato e poi ridevo perché il mio fedele fratellino D stava osservando al mio posto un Mr sguardo assassino piuttosto a disagio e con le sue occhiate rivolte spesso dalla mia parte. Arriva finalmente L e comincia ad animare la serata con le sue battute e la sua verve. Comincia ad arrivare gente, la sala si riempie. “Forse ci divertiremo stasera”. L mi prende per un braccio, mi porta dagli altri, fa una battuta delle sue e andiamo a parlare con i gestori del locale per provare a rimediare una data con la nostra band. L mi trascina fuori nonostante avessi addosso solo un maglioncino. Tempo tre secondi sono rientrata. Ed eccolo lì. Mr Sguardo al bancone e mi ferma per parlare un po’. Una parola tira l’altra, uno sguardo tira l’altro. Ed eccolo che mi offre da bere. In realtà avrei dovuto offrirgli da bere io. Glielo avevo scritto per messaggio. Mi ha guardata e mi ha detto “Ma lascia stare!”.
“E così te ne vai a Parigi.. Racconta.. Ma poi non ti vedo più? Ma quante volte tornerai qua?”
Io un po’ stupefatta gli ho raccontato tutto quanto. Poi lui mi ha raccontato tante altre cose. E poi siamo tornati da tutti gli altri. I miei amici si sono uniti di nuovo a noi e abbiamo cominciato a ballare. Sguardi volanti con tanto di sorrisi (io non oso immaginare la mia espressione disciolta…). Ecco che cominciano a mettere un po’ di rock n roll e allora io e Mr cominciamo a ballare insieme a debita distanza. Poi mi allontano e lui mi riprende e mi porta al piano di sopra per un altro drink. “Dovrei offrirtelo io pure questo! Siamo a quota tre..” – “Ma non preoccuparti..Poi me li offrirai con gli interessi!”. Così tra un sorso e l’altro i silenzi cominciano a prolungarsi e a lasciare spazio a quegli sguardi un po’ languidi e un po’ sognanti.
“Ehi ma tu bevi più forte di me..che donna!” – Effettivamente non mi ero resa conto del livello del mio cocktail che era sceso davvero troppo rapidamente. Così lo ho guardato, ho osservato il suo cocktail nel quale galleggiava una fettina di limone (nel mio niente limone) e ridendo ne ho detta una delle mie. “Beh ma tu hai il LEMON e io no!” – Devo averlo detto in un modo strano perché lui ha cominciato a ridere da morire. Non si fermava più. Mi guardava e rideva. “Tieni il lemon! Che ridere dio mio!” E così dicendo ha afferrato una fetta di limone al di là del bancone e l’ha messa nel mio cocktail. Siamo tornati di sotto a ballare e a parlare. Quando ecco che non so come sia successo anche stavolta.. Mi ha abbracciata. Mi ha guardata e mi ha baciata. E stavolta non mi sono staccata. Sono stata lì nel mio mondo beato, fregandomene della gente attorno a noi. Ci siamo ribaciati di nuovo e di nuovo e di nuovo. Fine serata. Si spegne la musica e lui mi guarda con la faccia triste e dice “Ma no..proprio adesso”. Così siamo usciti dal locale e abbiamo deciso tutti insieme di andare a fare uno spuntino notturno. Sotto l’ombrello insieme ne abbiamo sparate di tutti i colori, abbiamo riso e raccontava cose di me che non poteva sapere. Allora ho capito che aveva chiesto di me a un nostro amico. E che aveva spulciato il mio profilo Facebook nei dettagli. “Io non uso Facebook..figurati”. Lo ho preso in giro tantissimo. Dopo il nostro spuntino ci siamo salutati. “Ci vediamo allora Cri?” – “Beh certo…ora ti devo ben tre bevute.. Scrivimi se ti va”.

E non mi ha ancora scritto.
Chissà. Chissà come andrà. Chissà se succederà qualcosa. Per ora mi godo nuovamente il momento e aspetto il prossimo weekend sperando di poterlo rivedere.

Ah. Ho spezzato il cuore di un mio amico senza saperlo ieri. Non gli ho mai dato modo di pensare che io fossi interessata a lui, MAI. E io non pensavo che lui fosse interessato a me. Nel momento in cui gli ho detto “C’è il ragazzo che mi piace” – Lui si è preso malissimo. Male. E mi ha tirato un paio di frecciate durante il viaggio di ritorno.

Solito neo in una serata perfetta, ma gli passerà.

Ciao dalla vostra Sbam con gli occhi un po’ troppo a cuoricino.

Inverno mon amour!

E finalmente é arrivata la neve anche nel mio paesello! Ieri e oggi siamo letteralmente stati sommersi dalla dama bianca e io, ancora in attesa di essere chiamata dal lavoro, mi sono goduta queste due giornate di libertà come non mai.
Divano, plaid, musica, the alla cannella e sguardo perso al di là del vetro della finestra. Quanto sono belli i miei monti innevati? E proprio perché sono così belli sono stata poco a poltrire e, infilate le mie scarpe da neve, sono andata a fare qualche giretto in zona. Inutile dire che mi sono sentita come tanti anni fa, quando la mia età era ancora un numero a singola cifra. Ho incontrato tanti bimbi che uscivano da scuola e con i loro occhioni quasi commossi osservavano i fiocchi giganti che cadevano dal cielo.
E’ scattata da poco la mezzanotte e questo è il mio ultimo giorno da ventiquattrenne. Sono agitata. E non so perché, forse perché il 25 mi ha sempre spaventata. Forse perché mi sento già grande ma non abbastanza. Forse perché avere “un quarto di secolo” mi fa un po’ impressione. Forse perché quando ero bambina pensavo che a 25 anni mi sarei già “sistemata”. Non importa!

Buonanotte!

Monologo con la felicità

♪ On air: “Bitter Sweet Symphony – The Verve“♪

Non c’è canzone più azzeccata a fare da sottofondo a questo post.
Cause it’s a bitter sweet symphony, this life..

Ehi tu, cara felicità, vuoi spiegarmi cosa sei? No perché a volte, temo che tu non ci sia. Forse ci sei stata, forse mi hai solo salutata frettolosamente e sei fuggita per un po’ o forse per sempre. Ultimamente ho paura che tu ti sia nascosta dietro l’angolo di qualche strada che non ho ancora percorso o, ancor peggio, ho paura di non riconoscerti più.
Ma con le paranoie non si va da nessuna parte, con le paure e le insicurezze si resta qui, immobili, senza avere risposte.
Cosa sei quindi cara felicità? Dimmelo! Come dici? Dovrei chiedere in giro? Beh, ci posso provare.

“La salute!” – risponderebbe la signora Gina, la mia adorabile “nonna adottata” che abita sotto di me.
“I soldi, ovvio!” – preciserebbe Martina, 16 anni, Louis Vuitton , Woolrich e aria da dona vissuta.
“E’ lui/lei” – direbbero gli innamorati di turno sulla loro nuvoletta felice.
“Tecnicamente: relatività, realtà astratta, malleabile, massiva scarica di endorfine. E questo stato di euforia crea dipendenza. E come tutte le dipendenze, quando si arriva all’astinenza, alla mancanza, si sta male.” – puntualizzerebbe lo scienziato di turno.

Negli ultimi due anni ho ricevuto parecchie batoste. Nulla di troppo serio in confronto ai tanti problemi ben più gravi che si possono incontrare durante il corso della vita. Quello che mi manca di più ora é la stabilità sentimentale e questo, per me, é il primo tassello per ritrovarti, felicità. Ho degli amici e delle amiche incredibili ma mi rendo conto che talvolta non mi basta. Non basta perché é diverso. Perché l’amicizia, benché solida, profonda, fraterna, non potrà mai sostituire l’amore che si viene a costruire in una coppia. L’abbraccio di un amico non è come l’abbraccio di un compagno e ultimamente questo mi manca quando ricevo belle notizie ma soprattutto quando ne ricevo di brutte.
Ho passato l’ultima settimana a pensare, tanto, tantissimo. E forse è tutto questo rimuginare, tutto questo pensare che forse c’è qualcosa di sbagliato in me, che mi rende fragile e triste.
Tutto sommato però ho avuto anche delle belle soddisfazioni che mi hanno permesso di vivere una settimana non proprio così orrenda.
Ad esempio, martedì scorso la dietologa mi ha abbracciata esclamando: “Siamo arrivate al traguardo, hai raggiunto il tuo peso forma! Brava mia cara!”. Di questo sono entusiasta perché finalmente posso guardarmi allo specchio senza troppi pensieri, posso scambiare qualche vestito con le mie amiche più magre e soprattutto posso di nuovo sentirmi a mio agio nei miei vestiti. Anzi! Oggi ne ho ricomprati parecchi, perché quelli acquistati nell’ultimo anno oramai mi stanno troppo larghi. Quindi: un traguardo raggiunto.
Poi mercoledì pomeriggio ho trascorso il pomeriggio  in città con la mia Nikon D90 e ho camminato per 12km, noncurante della pioggia e del freddo. Ho scattato parecchie foto, ho incontrato tante persone, tanti vecchi pescatori e soprattutto mi sono fermata ad osservare il mare invernale e a godermi tutte le sensazioni positive della giornata. Sono tornata a casa stanca, infreddolita ma soprattutto arricchita e piena di vita.
Venerdì ho suonato con la mia band, ci siamo divertiti molto ma mancava Mr sguardo assassino. Non è riuscito a venire a causa del lavoro. La sua assenza si è fatta sentire perché mi avrebbe fatto davvero piacere vederlo. E il mio umore ne ha un po’ risentito. “Ehi cara mia, quando il tuo umore comincia a dipendere anche minimamente da un altro individuo..ce l’hai in quel posto!” – niente di più vero, ma uno dei miei grandi difetti é che mi affeziono subito alle persone. Dovrò lavorare su questo punto forse, ma non sarà facile visto che fa parte del mio carattere.
Sabato e domenica invece sono andata a camminare sui miei adorati monti. Due giornate fredde ma splendide, senza una nube in cielo. Mentre camminavo pensavo, riflettevo e cercavo di lasciare le sensazioni negative relative alla mia situazione sentimentale dietro di me. E vuoi saperne una, cara Felicità? Ho incontrato solo coppiette affiatate per mano. Ehi, ma capisci perché a volte penso che tu ti stia nascondendo o che ti stia prendendo gioco di me? Perché più cerco di liberare la mente dall’idea di CERCARTI, più provo a vivere i miei momenti con l’ottica del “ma chissenefrega”, e più qualcosa mi fa pensare che mi manchi e che devo mettercela tutta per ritrovarti. Ma qua come funziona? Vale la logica del “chi cerca trova” o quella del “più ti affanni a cercare qualcosa e meno quella cosa avrà voglia di farsi trovare da te”?
E poi ci si mette la GENTE: “Ma tu che sei così carina e simpatica, come fai a non essere fidanzata?” oppure “Ma allora col fidanzato come va? Sai mia nipote é andata a convivere.. Eh? Come? Scusa oddio, non sapevo vi foste lasciati”.
Oggi avrei fatto fuori metà della popolazione umana, tanto per dire.

Comunque, avevo bisogno di uno sfogo. Avevo bisogno di dirtelo amica Felicità. Così magari domani mi sveglierò positiva, con te accanto, un po’ più serena e senza il cuscino bagnato dalle mie lacrime notturne da teenager (questi sono anche gli sbalzi ormonali!).

PS. Magari dì pure a Mr sguardo assassino di ricordarsi che..boh..mi farebbe piacere continuare la nostra chiacchierata della settimana scorsa.

Il mio viso non è ancora pronto per una nuova facciata. E’ solo pronto ad affondare nel cuscino. Notte mondo!

Regalo di “non compleanno”

♪ On air: “So che presto finirà – Tre allegri ragazzi morti“♪

Oggi, o forse dovrei dire ieri, visto che la mezzanotte é passata da un pezzo, é stata una giornata decisamente positiva nonostante fosse lunedì. Come la maggior parte delle persone di questo mondo, penso di non avere uno splendido rapporto col primo giorno della settimana ma talvolta mi sveglio piena di energia e pronta ad affrontare le situazioni che mi si prospetteranno davanti.
La mia giornata è iniziata con la sveglia alle 9, colazione e poi doccia. Per la prima volta dopo..mmm quanti giorni? Sette, otto, di più, ha smesso di piovere e il sole si è fatto spazio fra le nuvole. Stivaletti neri, jeans che dopo la dieta mi stanno due volte più grandi, maglione, giacca e sciarpona calda: l’aria aperta mi ha chiamata e io ho risposto. Abito in un paesino circondato totalmente da monti e col cielo azzurro il verde diventa così abbagliante che é impossibile non sentirsi bene. Era tutto così bello che ho scattato qualche foto per ricordarmi di queste belle sensazioni.

Eh sì, le foto. La fotografia. Una delle mie passioni più grandi già dai tempi delle scuole medie. Quanti rullini usati e quanti soldi “buttati”! Adesso con gli apparati digitali é tutto più semplice: fai 100 scatti e chi se ne importa se ne è uscito solo uno decente. Tanto poi cancelli. Una volta non era così. Non sapevi nulla fino allo sviluppo della pellicola dal fotografo e per me l’attesa era insostenibile. Perché ho iniziato questo discorso? Perché oggi ho ricevuto un regalo di “non compleanno”. Negli ultimi giorni ho mostrato ai miei un po’ dei miei lavori con la mia vecchia fotocamera digitale e sono rimasti parecchio colpiti. Tra una decina di giorni sarà il mio compleanno e per i miei primi 25 anni quei due matti hanno deciso di regalarmi la reflex dopo anni che la desideravo. E oggi è arrivata la Nikon D90 con un po’ di anticipo. Sono rimasta davvero colpita da questo regalo e ora non mi resta che mettermi a studiare come si deve per dare un colore alle mie idee e alla mia ispirazione.

Amo queste giornate in cui vedo tutto tremendamente positivo. Serviranno nei momenti bui, mi faranno ricordare che, per male che possa andare, il sole torna sempre, nel bene e nel male.

Buonanotte, domani prima giornata in giro con la mia cara Nikon!

Immagine

Limoni

♪ On air: “Corrupt – Depeche Mode“♪

Camera mia non è tanto grande. E’ una scatoletta accogliente in cui passo il mio tempo a leggere, scrivere, suonare e soprattutto a pensare. E oggi sto pensando più del solito, forse perché sta piovendo ininterrottamente da giorni e questo clima mi provoca infiniti flussi di coscienza o forse perché la mia testa é talmente affollata da non riuscire a svuotarsi nemmeno per un minuto.  A cosa penso? O meglio, a chi? E ve lo dico subito: al ragazzo con lo “sguardo assassino”, al ragazzo “inarrivabile” perché “mammamiacheffigo”, agli sguardi che in passato ci eravamo scambiati in diverse occasioni e ai commenti che io e una delle mie più care amiche gli abbiamo riservato per tutto il 2013. Penso a lui perché ci siamo baciati. Eggià. Mia festa di laurea. Brindisi su brindisi, musica, un sacco di gente. Ed ecco che arriva LUI, insieme ad altri miei amici. Tutto nella norma, mi aspettavo la sua presenza e ci siamo salutati velocemente perché avevo in mente solo i festeggiamenti. Ho passato la maggior parte del tempo sul dancefloor a scatenarmi, a rubare sorsi di cocktail qua e là e a creare coreografie per improvvisati balli di gruppo. La pista da ballo diventa sempre più affollata e ad un certo punto della serata arriva mister sguardo assassino e balla con me. Sì proprio con me! Non so per quanto siamo rimasti così, non so come ma mi sono ritrovata fra le sue braccia ed é successo che ci siamo baciati. “Un sogno” mi direte voi. Lo sarebbe stato se non fosse che quella sera il mio cuore era platonicamente ancora nelle mani di un altro, il mio primo amore, quello che dieci anni prima mi aveva fatto battere il cuore per la prima volta, quello con cui ho condiviso tante cose, quello che é sempre stato “l’amicone” ma entrambi abbiamo sempre saputo che non sarebbe mai stato così. Quindi, tornando tra le braccia del bellissimo, presa dai sensi di colpa mi sono divincolata dal suo abbraccio, preoccupata per quell’altro il quale si è cimentato in una scenata di gelosia degna di un film d’amore di quarta categoria. Poi con la sua espressione triste ha impietosito i miei amici e le mie amiche che mi hanno, giustamente, fatto notare quello che stava accadendo..e volete sapere cosa é successo con il mio “amicone”? Immaginerete una dichiarazione d’amore. Immaginerete una scena alla Romeo & Giulietta e un bacio appassionato. Ennò. Non è successo nulla. Mantenendo la calma, qualche giorno dopo la mia festa ho deciso di fare chiarezza. Mi pareva il minimo dopo tutti quei mesi di corteggiamento da parte sua e gli atteggiamenti da fidanzato premuroso che mi aveva dedicato alla festa. E volete sapere come é andata? Alla mia richiesta di parlare davanti ad una birra e non su whatsapp, non ho avuto risposta. Dopo SEI mesi di messaggi quotidiani, chiamate, frasi dolci, uscite in compagnia e non, tutto é finito così. Da quel giorno zero messaggi, zero segni di vita. E poi siamo noi donne ad essere complicate. SBAM! Facciata e bernoccolo. Ci sono rimasta male, tanto. Ma quello che mi fa arrabbiare é che ho perso un’occasione col bello e impossibile. Io che ho l’autostima di un criceto spelacchiato e non credevo di poter minimamente interessare al moro misterioso. Ma tutto il male forse non viene per nuocere perché questo weekend per la prima volta dopo il bacio, ci siamo rivisti e siamo stati davvero bene. Non nego la legnosità iniziale, le mie mani sudate e i suoi sguardi che mi hanno stesa in più momenti della serata. E chissà se ci saranno sviluppi, o se avrò solo un bel ricordo di questa “esperienza”. Dopo due anni di tormenti sentimentali, che non starò a raccontare, penso di meritare un minimo di stabilità e tranquillità. “Se la vita ti dà limoni, beh allora tu facci una bella limonata!”. Non disperare mai, questo é il segreto.